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È il 2017, ho 25 anni.
Inizio a dimagrire, e ad avere fame, e sete.
Più mangio, più dimagrisco. Che fortuna penso, altro che diete!
Poi non ho più il ciclo, la ginecologa dice di non preoccuparmi, che tornerà .
Poi inizio ad avere il viso sempre più gonfio, ed il corpo, le gambe, le braccia, sempre più magre.
La sete non mi fa dormire la notte, di giorno mangio ma inizio a sentirmi male dopo, con capogiri .
Inizio a non riuscire a fare il tragitto camera cucina al mattino, dovendomi accasciare al muro per riprendere fiato.
Il dottore di base dice che sono stressata e devo dormire, quando dopo lavoro, quando prima uscivo, vedevo amici, andavo a concerti, adesso andavo a letto , a riposarmi perché ero esausta. Già, esausta a 25 anni..
Poi le gambe diventano violacee, ed inizio ad avere la pressione alta.
Non mi ricordavo più il mio viso, di come era prima, e mi vergognavo ad uscire di casa per il mio aspetto e perché riconoscevo di non essere in grado di guidare, di uscire di casa, avevo tremori e poco senso dell orientamento. Mi persi, con le buste della spesa in mano, una sera..ed il supermercato era così vicino a casa mia, andavo a piedi..prima.
La cosa terribile è che nessuno mi credeva, nemmeno i miei genitori.
Un giorno caddi, le gambe non mi tenevano, e mia mamma rise. Non ci vidi più. Le dissi che non si stava accorgendo che io stavo morendo, di cosa non lo sapevo, ma il mio corpo mi stava lasciando. Li, mia mamma iniziò a guardarmi davvero, a credermi .
Questo per me era straziante. La sofferenza che provavo era solo ed esclusivamente mia. Nessuno la vedeva.
Durante un controllo all utero, sempre per il ciclo sparito, il radiologo mi chiese se poteva guardare i surreni, sospettando il cushing, visto il mio viso a paragone con il corpo. I surreni stavano bene.
Andai dal cardiologo, per la pressione che avevo ormai altissima, lui per la prima volta disse la parola Cushing. Disse, “si trova, si toglie, si guarisce.”
Dopo avere sbottato malamente con il medico di base, lo convinsi a prescrivermi una visita con l endocrinologo.
L’endocrinologo, ormai era il 2018, e io ero un altra me, parallela e spaventosamente sola, mi guardò, alzó il telefono e chiamò il primario di neurochirurgia: “ ti mando una ragazza, adesso “.
Dopo un mese mi operarono per un adenoma ipofisario.
Poi, la rinascita!
Tornai me! Piano piano, ma dopo un mese avevo il ciclo, le gambe non erano più viola, avevo dolori ovunque ma mi iscrissi in palestra e i miei muscoli ed il corpo ripresero forma. Ed il viso! Il
Mio viso!! Finalmente ero io, mi riconoscevo, io, semplicemente la mia faccia! E come mi sono amata..il 2019 è stato l’anno della mia rinascita!
Potevo fare un salto, potevo camminare, correre,non mi addormentavo più alle 18.00 per svegliarmi alle 3 del mattino in lacrime senza un perché..
La mia rinascita è durata solo due anni, però. Nel 2021 mi è tornato l’adenoma,ed io persi la testa, per il terrore di risentirmi male come quel 2017/18 in cui io non c ero più..a lavoro, quando dissi che mi dovevo operare, mi chiesero di licenziarmi.
Fui rioperata, poi di nuovo nel 2022, nel 2023 la gammaknife, ed a breve decideranno se fare di nuovo gammaknife o togliere surreni o ipofisi.
Non è finita, insomma.
Non ci arrendiamo, questo mai.
E ringrazio tanto e con tutto il cuore i pochi che mi hanno creduto, quando dicevo che stavo male, che non ero io. Questa malattia ti priva della identità, ti trasforma, ti fa camminare parallelamente alla tua persona.
Non sottovalutate la stanchezza.
Chi la ha provata, non se la scorda .
Io ad oggi, tuttora, alla quinta recidiva, ancora ho difficoltà a spiegare il perché crollo di sonno troppo presto, il fiato corto, le gambe che devono fare le scale ma non vogliono farle.
Ma ti guardano, dicono “ ma se non hai niente!”
Non tutto si vede, soprattutto se si cerca di tenere i ritmi, di alzarsi dal letto e andare a lavoro, di tornare a case e mettersi a pulire , cucinare, fare la spesa, di non essere un peso per gli altri.
Uno degli errori più grandi , ma al quale si arriva per necessità, è il fare tutto da soli. Alle visite? Da sola. A fare controlli? Da sola. Tanto non mi credono, tanto ce la posso fare. Ma non è vero, dopo sei anni, dico che da sola non ce la posso fare, non voglio più farcela da sola, serve comprensione, una mano da stringere in una sala di attesa..
Io da quando guarii, la prima volta, ho cercato di fare di nuovo tutto. Di vivere, di uscire e ogni attimo fermo per me era, ed è , schiaffo al mio passato, un buttarmi via.
Questa malattia ci cambia fisicamente, ci cambia psicologicamente, ci cambia il modo di vedere il mondo e riordina la lista delle priorità.
La cosa certa è che non voglio essere più sola con una ne che non conosco.
Ed ora, altro giro, altra corsa!